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La corrente degli incontri


Ci sono dei momenti in cui tutto sta in equilibrio, tutto è al posto in cui è.
La navetta va, e dal finestrino guardo scorrere la città, i nuvoloni carichi, un campo che apre lo sguardo all’orizzonte, quasi fossimo già in campagna. Auto, persone, vita attiva della mattina. Nelle orecchie armonie un po’ struggenti delle sonate per violino di Schmelzer.
Poi la navetta inizia ad attraversare vie percorse nei miei giri di visite domiciliari. Penso a quelle persone che non ci sono più, e che vivono nei ricordi dei loro cari, e anche nei miei. Mi colpisce quanto mi sia arrivato, a volte in pochi, pochissimi incontri. Ho in testa immagini, inquadrature di particolari: pezzi di vita nell’arredamento di una stanza, nelle foto, nei racconti, nell’espressione di un volto.
Entrata per un soffio nelle loro vite, le porto con me. Anche a me, sconosciuta, hanno dato tracce di sé.
Il senso delle nostre vite è più vasto di quel che pensiamo. La corrente degli incontri lo trasporta ben oltre la nostra vista. E va, nel mondo. Oltre noi, oltre il nostro controllo.
Lo trovo un pensiero consolante. E un po’ struggente, anche se forse i nuvoloni da cieli nordici e Schmelzer fanno la loro parte.
La navetta va oltre e i pensieri restano nel mio stato d’animo. In equilibrio: gioie, dolori, angosce, meraviglie. La complessità della vita oggi sta. Ne sono attraversata, e l’accolgo in me.
La navetta è arrivata al capolinea. Comincia la mia giornata lavorativa, non senza aver prima notato queste belle rose e il prato disseminato di trifogli ricresciuti rigogliosi dopo il taglio del prato di pochi giorni fa. La vita fluisce. Non s’arresta. Stamane ognuno è al suo posto nel mondo.


Lo so, questa l’avevo già postata. Ma mentre guardavo le rose, la stavo ascoltando. Ed è una musica meravigliosa.

Semaforo rosso

Scatta il rosso e la coda di auto si arresta. Sono accanto ai giardinetti, e guardo.
Sto ascoltando il mio amato Schmelzer, e proprio ora arrivano le note della Ciaccona; il vento muove le foglie degli alberi, uccelli volano bassi tra le panchine e i rami semi-spogli. L’erba del prato è ancora così verde, e risalta contro il grigio del cielo.
Sono momenti di pura bellezza. Per qualche attimo il movimento mattutino della vita che corre va sullo sfondo e ci sono solo note struggenti, silenzio dell’anima, vita semplice e maestosa che scorre.
Penso a Tarkovskij, il regista che forse più di ogni altro ha saputo raccontare immagini poetiche di bellezza semplice, quotidiana. Minuti di inquadrature su fronde mosse dal vento, sui riflessi dell’acqua, sulla pioggia che scorre, su una foglia bagnata di rugiada.
Ecco, io guardo così.
Nella vita di tutti i giorni mi si aprono spazi per sguardi così, dove tutto è bellissimo, un incanto. Dove tutto ciò che scorre davanti a me mi lascia un po’ senza fiato. Sono spazi di intensità, di quiete silenziosa; spazi in cui respiro in sintonia col flusso della vita; spazi che mi lasciano aperta, riconoscente per tanta meraviglia.
Scatta il verde e la fila riparte, ma quell’attimo di bellezza riverbera nel traffico e rimane con me. Le note della Ciaccona risuonano da capo.