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Domenica d’autunno

Settimana indaffarata, raffreddata, poco ispirata.
Oggi, però, mi sono fermata. Ho preso il ritmo della lievitazione del pane, e mentre lei faceva il suo corso, io ho ripreso in mano la macchina fotografica e sono andata a passeggiare nel parco.
Per me fotografare è un’immersione nella contemplazione. Guardo, e mi quieto. Stamane, a ogni scatto -fatto in solitudine, isolata dai rumori del mondo esterno, avvolta dalle note di Geminiani- riprendevo a sentirmi in collegamento con la mia vita interiore profonda, col fluire del fiume. Il quotidiano tornava a cantare.
Rientrata a casa, ho trafficato in cucina.
Ora, il divano e il libro mi aspettano.

Vabbe’… Metto anche questa… 😉

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Immersa in immagini e suoni

In questo periodo non scrivo. Le giornate scorrono veloci, un po’ più all’insegna del fare.
Fuori da lì guardo: quando guido o cammino mi vengono incontro scenari, scorci, piccoli particolari, e io guardo tutto con incanto. Trovo tanta bellezza in quest’autunno. E fotografo. Se incontrate una donna accucciata sul marciapiede col cellulare puntato su una foglia o su una pozzanghera, o rivolto verso rami, cielo, nuvole, è probabile che sia io.
Stamane sono uscita di casa un po’ prima perché avevo l’auto parcheggiata vicino a un albero che volevo fotografare…

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…e mi sono pure fermata prima di salire a casa di un paziente perché altri alberi avevano attirato la mia attenzione.

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E poi c’è la musica. Serate di concerti o di ascolto a casa di un amico, ascolto in auto, mentre cammino o fotografo. Immersa in immagini e in suoni. Il resto intorno si sfoca sullo sfondo.

Autunno e campi gialli

Oggi guidavo per stradine di quasi campagna: il cielo grigio carico di nuvoloni, i campi gialli di non so quali colture… Uno spettacolo! Mi sono fermata a fare qualche foto col telefono (devo ricominciare a tenere in borsa la piccola Canon).

Amo l’autunno, non solo per i suoi colori, ma per l’atmosfera: dopo la fragorosa ed eccessiva estate, si torna alla normalità, a giornate che accorciandosi invitano al raccoglimento, a temperature che scendendo mi danno voglia di muovermi, di avere addosso abiti caldi… L’anno che -di fatto- comincia a settembre è come l’inizio di una camminata in montagna. Sai che sarà lunga, ma sei ben riposato, hai tutte le energie e, zaino in spalla, ti metti in cammino respirando a pieni polmoni,  felice di godere del paesaggio che incontri. Le gambe hanno voglia di muoversi, di ripercorrere strade note, di cimentarsi in percorsi sconosciuti.

L’autunno per me è caldo e confortevole, sa di ritorno. Come il ritorno di vecchi amici, di buone abitudini per un po’ abbandonate.

È morbido, mi accompagna con calma, gradatamente. Mi consente di farmi il fiato, di allenarmi alle fatiche dei mesi successivi, alla resistenza che la maratona invernale richiede.

L’autunno è vario: ha giornate terse di sole e cieli azzurri, ha nuvoloni che corrono, ha giornate grigie, ha le nebbie; ha lo splendore dei colori e i rami spogli; ha il rumore delle foglie secche che calpesto, l’odore delle nebbioline mattutine e serali; ha il buio della sera, con le luci che si accendono, scie luminose che guizzano per le strade, illuminano le finestre svelando la vita che lì dietro scorre.

Bentornato, autunno. Mi sento a casa.