Perché scrivere? (2)

Amo moltissimo questa statua di Michelangelo: il Prigione che si risveglia è per me l’immagine potente e bellissima della fatica di diventare se stessi. È il nostro percorso nella vita, lo sforzo che facciamo per trovare i nostri confini, le nostre caratteristiche, per dispiegare nel mondo ciò che siamo. La fatica di trasformare la materia grezza in opera, il concreto in spirito, l’emozione impulsiva in parole e gesti misurati, il caos in pensieri.

“Terra, non è questo quel che tu vuoi, invisibile

risorgere in noi? (…)

Che è mai, se non trasmutamento quello che sì

pressante ci commetti?”

Rilke, Nona elegia duinese

Siamo le nostre storie. È la traccia che rimane di noi. I nostri gesti, ciò che facciamo, diciamo, ciò che siamo: è la nostra opera nel mondo.

Che senso ha? Lo stesso senso della primavera che sboccia, delle foglie in autunno, degli animali che abitano la Terra.

Le nostre vite sono come fiori che sbocciano per alcune stagioni, e poi muoiono. Come tutto, qui. Che senso ha il cielo azzurro o nuvoloso? Che senso ha la neve? Perché le piante? Nessun senso, eppure quanta bellezza, e quanto dolore.

Le nostre vite sono gettate nel mondo come qualunque altro spettacolo della natura. Siamo felici per una bella giornata di sole, ci intristisce un cielo grigio; un cane scodinzola per strada e ci mette allegria, un altro ci morde e ci fa male.

Così qualcuno è felice per un nostro gesto d’amore, triste per una nostra indifferenza. Così noi siamo tristi o felici per parole e gesti di qualcun altro.

Portiamo con noi le vite delle persone amate come piante che continuano a crescere nel nostro giardino. Le testimonianze di vita di sconosciuti che hanno lasciato tracce scritte, dipinte, cantate o danzate, ci arrivano e ci rischiarano come cieli che fanno alzare lo sguardo e lo spingono verso la linea dell’orizzonte, lontana e ispiratrice.

Le testimonianze di dolore ci toccano e ci spingono a cercare risposte.

Ogni singola vita ha il suo posto nel mondo. Il senso è solo nell’esserci, e nel dispiegamento di sé, come qualunque essere o cosa si dispiega nel mondo: cieli e inferni, bellezze e bruttezze, medicine e malattie… Ognuno col suo ciclo di vita e di morte, di compiutezza, di aborto, di fiore sbocciato a metà o intrappolato nel bozzolo.

La Divina Indifferenza di Montale. Eppure maestosa, magnifica e terribile.

5 pensieri su “Perché scrivere? (2)

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