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Ovunque vada

Ovunque vada il mio mondo è con me. Son qui sdraiata all’ombra e penso alle persone che amo, con le quali sono in qualche modo in connessione: presenti, lontane nello spazio o nel tempo. Sono tutte qui, mi accompagnano. Le sento, sono tante, sono una ricchezza. Queste presenze riempiono uno spazio interiore che però mi dà leggerezza, non peso. Cammino con uno zaino pieno che non grava sulle spalle e mi dà forza a ogni passo.
È una cosa curiosa, questa dei pesi psicologici. Ci sono macigni sostenibili, leggerezze che opprimono, pesi che rafforzano, pesi che schiacciano. Il nostro cervello ha una bilancia personale, non tarata su un campione universale, e per di più variabile nel tempo. È una bilancia che apprende dagli eventi, e si ri-tara di conseguenza.
Lascio andare i pensieri, guardo l’orizzonte che ha il potere di quietare l’animo.
Sto.

Buon Viaggio

Single OFF Solitude

tark   Andrej Tarkovskij (4.4.1932 – 29.12.1986) single del giorno

IL VIAGGIO

C’ è un solo viaggio possibile:

quello che facciamo nel nostro mondo interiore.

Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta.

Così come non credo che si viaggi per tornare.

L’ uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito,

perché nel frattempo,

lui stesso è cambiato.

Da sé stessi non si può sfuggire.

Tutto quello che siamo lo portiamo con noi.

Portiamo con noi la casa della nostra Anima,

come fa la tartaruga con la sua corazza.

In verità,

il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’ uomo un viaggio simbolico.

Ovunque vada è la propria Anima che sta cercando.

Per questo l’ uomo deve poter viaggiare.

viaggio

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Fermarsi

Dopo quindici giorni no stop, finalmente mi fermo. Mica così facile come sembra: per fermarsi non basta fermarsi. Ci vuole tempo, e andar per gradi.
Ho diversi libri sul tavolo che ho voglia di leggere e studiare, amici che ho voglia di vedere, cose da fare, e in mezzo lavatrici, spesa, cose così. E già non son più ferma, la mente saltella qua e là, e non sta qui e ora.
Dunque, respiro, e ci riprovo. Mi allungo sul divano, trovo la posizione, mi rilasso. Ma è un attimo. Un pensiero attraversa il cervello, è un’altra cosa da fare e da non dimenticare, perciò meglio scriverla sul cellulare. E intanto, di già che ci sono, do un’occhiata alla posta e aggiorno le applicazioni che me lo chiedono. Dunque, dicevamo: fermarsi. Altro respiro, occhi chiusi… Altre distrazioni: un sms in arrivo, altri pensieri, il sonno che si fa sentire ma mica posso andare a dormire a quest’ora che non sono nemmeno le dieci, magari mi faccio una tisana, torno a un libro…
Altro che qui e ora, qui è tutto un saltellare altrove. Molto poco mindful.
Non è facile fermarsi e stare in ascolto.
Allora scrivo. Funziona meglio. Così butto fuori i pensieri invadenti e gli elenchi delle cose da fare come si butta fuori il fiatone dopo una corsa. E come dopo lo sforzo, lentamente, il respiro torna regolare e quieto, così anche la mente si quieta e smette di correre.
Benarrivato weekend! Respiro, sto… Piano piano…

Grazie per il premio

liebsterblogaward

Grazie a Volevo essere un albero:  http://iltipoz96.wordpress.com   che mi ha nominata!

E poi, le regole:

1) Chi lo riceve ringrazia il blog che lo ha premiato

2) copia ed incolla l’immagine del premio in un proprio post

3) sceglie altri 5 blog cui hai piacere di assegnarlo (dovrebbero avere meno di 200 iscritti)

4) avvisa ogni blogger con un commento sul loro blog

E ore le mie nomination. Ne devo fare solo 5, ed è sempre difficile scegliere… Comunque, questi sono blog che seguo con piacere e che sento particolarmente vicini:

1) http://goccedisabbia.wordpress.com/

2) http://manuelchiacchiararelli.wordpress.com/

3) http://andreaalberti.wordpress.com/

4) http://tanek81.wordpress.com/

5) http://spazitraleparole.wordpress.com/

Ecco fatto! Un saluto a tutti 🙂

Condivido!

Goccedisabbia's Blog

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Allora che facciamo? Di solito creiamo qualche specie di dramma per porre fine alla relazione, e cambiando partner possiamo mantenere l’illusione che un giorno, con la persona giusta, troveremo che non ci sono sensazioni di ‘non me’. Questo può accadere. L’esperienza di ‘non me’ è inevitabile. Essa porta alla luce la ferita della separazione e noi dobbiamo affrontarla. Alla fine riconosciamo che, in modi molti profondi e significativi, siamo diversi. E non sempre siamo in grado di comunicare, o di entrare in connessione. Ed è questo che provoca la dolorosa sensazione di separazione, non le differenze. Prima o poi ciò si verificherà in ogni relazione profonda e dovremo affrontarlo – non solo con gli amanti ma anche con gli amici.
Accettare il ‘non me’ è un importante processo di maturazione che ci porta a tu per tu con il nostro essere soli. Le relazioni spesso ci procurano i nostri primi…

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