Case

Le cure palliative domiciliari mi fanno entrare nelle case di persone sconosciute. Varco una porta e mi trovo nell’intimità di una famiglia, nel luogo del privato, dove ogni particolare racconta un pezzo di storia, dove il quotidiano si mostra senza trucco. In quei momenti di vita c’è meno spazio per gli imbellimenti, per le formalità: entro in case col bucato steso, i tappeti tirati su e per terra lo straccio per lavare i pavimenti, con panni abbandonati sulle sedie, con i tavoli ingombri di medicine, liste della spesa, oggetti vari che aspettano di rientrare nei loro posti; entro in case caotiche e in case impeccabili, tirate a lucido senza nulla fuori posto.
Comunque, case che trasudano vita, sempre.
Spesso ci sono foto che parlano di momenti felici: guardo volti pieni e sorridenti mentre davanti ho visi segnati e sguardi sperduti. Le foto sono impietose nel rimarcare quanto può scavare una malattia, quanta distanza mette anche solo dalla normale quotidianità.
E poi mi ritrovo a parlare in qualunque stanza consenta un minimo di privacy: in cucina, in camere da letto, in tavernette, su qualche balcone, persino in bagno. Privacy e intimità, nelle parole e nei luoghi.
Là, in quelle case che si mostrano senza troppi veli, noi operatori domiciliari abbiamo il privilegio di incontrare frammenti di vita autentica, che portiamo con noi, e che in qualche modo in noi rimangono. Abbiamo la fortuna di fare un lavoro che ci porta nel cuore della vita.
Non è cosa da poco.
Perché quel cuore, quando usciamo da quei luoghi, non smette di battere, e fa circolare linfa vitale nel nostro quotidiano.
Il mio amore per la vita e l’amore per le persone che mi sono vicine sono fatti anche un po’ di quelle case, di quei volti, di quegli sguardi.
C’è di che essere profondamente grati.

11 pensieri su “Case

  1. Aurore2014

    Complimenti per la sensibilità, la professionalità e l’amore al contempo con cui svolgi un lavoro così delicato e così importante. Sono contenta che nel tuo “dare” agli altri riesca anche a “ricevere”. Fortunate tutte le persone che ti incrociano nel loro cammino, qualunque esso sia. 🙂

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  2. yourcenar11

    Quanto sarebbe importante diffondere la cultura delle cure palliative, un diritto di ogni cittadino, spesso non al corrente di questa possibilità. Grazie di aver raccontato con discrezione la tua esperienza che coinvolge l’intimità più nascosta di una persona e dei suoi familiari.
    Ciao Cristina

    Rispondi
  3. Furtivamente

    Penso ci voglia una gran sensibilità per cogliere, per dare, per capire in queste ‘case’ !
    Complimenti per quello che sai ‘dare’ e per quello che sai ‘prendere’ con la discrezione di un grande Animo.

    Rispondi

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