Archivio mensile:ottobre 2016

Rosso su grigio

È sera. Raccolgo i frammenti di giornata che, come oggetti buttati alla rinfusa in una stanza, ancora si affollano in me. Vorrei silenzio e quiete, ma inciampo in voci, immagini, sensazioni…
Non c’è che aspettare, pazientemente, che abbassino i toni e rallentino il movimento.
In questo svolgersi di momenti di vita rivedo l’infilata di foglie colorate che oggi mi hanno fatto sentire la gioia dell’autunno: ero in auto su una strada in mezzo ai campi e all’improvviso il cielo grigio piovigginoso si è fatto sfondo nel dar risalto a una tavolozza di gialli, verdi e tanti rossi.
Rosso su grigio, gioia su dolore.
Ora, qui, vanno finalmente sullo sfondo gli sguardi che ho incrociato, le parole ascoltate e dette, le storie di vita che ho raccolto; va sullo sfondo la giornata e sale la calma, accompagnata dal calore di casa, dalle luci accese nel buio della sera.
Ho bigiato l’ora di Pilates, ma ho guadagnato un tempo di raccoglimento.
Oggi va bene così.

Desideri e frustrazioni

Desideriamo: il cibo che più ci piace e non è proprio il massimo per colesterolo e glicemia; la borsa, le scarpe, quei capi di abbigliamento che ci stanno così bene-come si fa senza-mannaggia quanto costano; le vacanze che non ci possiamo permettere… Desideriamo avere, essere…
Desideriamo un lavoro diverso, o pagato meglio, o un ambiente in cui si possa lavorare meglio…
Desideriamo comportamenti diversi da parte di amici, familiari, o colleghi…
Desideriamo… Da mattina a sera.
E quotidianamente ci confrontiamo con piccole e grandi frustrazioni. Faticose, a volte dolorose. Il nostro cervello è impegnato in scelte e decisioni pesanti, che assorbono molte energie e richiedono riflessione e volontà.
Nel frattempo, dobbiamo far fronte alle tante normali attività, che pure assorbono non poco le nostre forze.
Non c’è quindi da stupirsi se arrivati a sera vorremmo solo gratificazioni. Così, la volontà che ha battagliato tutto il giorno, la sera è stanca, e non regge più gli assalti dei desideri. E allora succede che non andiamo in palestra, o ci concediamo lo strappo alimentare, facciamo un acquisto impulsivo o un sesso impulsivo… Succede che il nostro cognitivo abbassa la guardia e altre aree cerebrali si attivano, non sempre in direzioni sane.
Navighiamo continuamente tra desideri e frustrazioni. E a complicare il tutto c’è il fatto che a volte accontentare un desiderio ci fa star male poco dopo o genera sensi di colpa, mentre reggere una frustrazione ci fa stare meglio. La vita è davvero complicata, e ci richiede tutta la concentrazione e la presenza di cui siamo capaci. E ci richiede di allenare quei muscoli di attenzione e riflessione, di ascolto di noi stessi, i muscoli della non immediatezza.
Perché sono proprio quei muscoli ben allenati che ci consentono di scegliere con maggiore libertà e che ci fanno prendere decisioni coerenti con i nostri progetti.
Quando quei muscoli si allentano, siamo più impulsivi, e non sempre è buona cosa né fonte di benessere.
Navighiamo tra desideri e frustrazioni, in equilibri complessi e sempre da rinegoziare con noi stessi. Non si arriva mai a un equilibrio risolto una volta per tutte. Così, meglio mettersi il cuore in pace e il fardello sulle spalle e camminare, che tanto raggiunto un traguardo si riparte per quello successivo, che lo vogliamo o no.
La battaglia tra desideri e frustrazioni durerà tutta la vita. Forse conviene provare a prenderci gusto.