Sculture di vita

Siamo scolpiti dalla vita: non è facile accettare l’opera che compie con noi: spesso ci aggrappiamo a ciò che ci viene sfilato, lentamente o violentemente, resistendo fino all’impossibile.
Non ci arrendiamo, anche quando dovremmo.
La vita va di scalpello, leva materia, smussa… Piega i nostri desideri, le nostre aspettative, i progetti. Non penso certo che faccia ciò con una qualche forma di volontà o fine. Semplicemente accade. Il resto del lavoro è nostro: far sì che quei tagli, quelle ferite si compongano in una forma, la nostra.
Ascolto questa donna che non vuole mollare, ostinata, ciò che -di fatto- le causa più dolore che benessere. Paga un prezzo molto alto per questo, interessi esorbitanti per un capitale minimo.
Spesso facciamo investimenti sbagliati: mettiamo energie dove dovremmo toglierle, e non ne mettiamo là dove avrebbe più senso metterne.
Come recita la preghiera di Tommaso Moro: “Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per cogliere la differenza.”
Mica facile capire quando arrendersi.
Eppure, a volte, è l’unica strada possibile e costruttiva. Accettare che la vita ti sta portando su strade che non avevi nessuna intenzione di percorrere, ma che non puoi evitare. Arrendersi significa camminare su quella strada non desiderata ma obbligata, e da lì fare il possibile.
Arrendersi vuol dire smettere di pestare i piedi per terra, arrabbiati o tristi che si sia.
Arrendersi è un accadimento interiore, un dir di sì alla vita per come è e non per come vorremmo che fosse. Da lì parte il cammino.
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30 pensieri su “Sculture di vita

  1. yourcenar11

    Oggi sono tornata di proposito su questa tua riflessione: arrendersi non come sconfitta, ma come accettazione del limite. È il percorso che sto facendo – con estrema fatica – da quando mi sono ammalata e mi è sembrato di perdere il controllo su tutto… non solo sul mio corpo, che manda segnali di sofferenza quando non te l’aspetti e magari hai programmato di fare qualcosa che ti viene impedita, ma controllo del tempo che scorre mentre sono debole e incapace di muovermi, come mi piacerebbe.

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      La resa è quel l’atteggiamento interiore che si trova in molti percorsi spirituali. Penso, per esempio, all’esperienza che racconta Herrigel nello Zen e il tiro con l’arco. Io la vedo da un punto di vista psicologico, però è di quello che parlo…
      Ciao Massimo!

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  2. Nicola Losito

    Molto coinvolgente il tuo pensiero legato all'”arrendersi”. Certe volte è il solo modo per potere procedere nella vita. L’ho fatto tante volte nella mia esistenza quando gli ostacoli da superare erano troppo alti per me. Ma, in effetti, come dice bene Maurizio Vagnozzi, l’arrendersi, spesso, non è una vera sconfitta, ma l’accettare intelligentemente i propri limiti.
    Nicola

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  3. Pingback: Determinato o cocciuto? | Sognatore Fallito

  4. TADS

    “La vita va di scalpello, leva materia, smussa…”
    eccellente metafora, chapeau!

    sull’arrendersi concordo con te, spesso è semplicemente una presa di coscienza, una dovuta razionalizzazione, una raggiunta consapevolezza.

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  5. ParoleaNessuno

    …Riflessione sempre gradita ! Ci sono aspetti del nostro essere che abbiamo perso per strada, letture di noi stessi che saltiamo velocemente per non esserne troppo coinvolti. Ma quello che dici, soffermandosi attentamente, è molto saggio e importante.
    … Per avere sempre una visione serena della nostra Vita.

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  6. Aurore2014

    Quanto sono vere queste tue riflessioni e quanto è difficile farle proprie, già, accettare di arrendersi e di camminare su quel percorso che non abbiamo scelto…
    Buon fine settimana 🙂

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      Arrendersi è un termine che non siamo troppo abituati a leggere nella sua connotazione positiva… Non è pessimismo. È uno stato psicologico, spirituale… Racconta di quella fatica che si fa quando devi mollare le aspettative, quando la vita va diversamente da come vorresti. È il momento in cui devi smettere di lottare contro i mulini a vento. È come smettere di agitarsi in modo convulso per stare a galla e fare il morto, affidandosi al mare… L’acqua sostiene, ma un momento prima ti sembra di morire… Arrendersi è quel momento…

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  7. pj

    Personalmente non avrei usato il verbo riflessivo “arrendersi”. Questo verbo esprime, nei miei pensieri, intrinsecamente un senso di sconfitta. Ma quello di cui tu parli, in maniera così chiara e profondamente condivisibile, a me suona più vicino ad una vittoria. Vittoria contro le disillusioni, la conquista della coscienza e dell’autocoscienza, il successo del dare la giusta importanza alle cose che ci sono, reali e solide, da quelle che riempiono inutilmente la parte vuota del nostro bicchiere.
    A parte questa sfumatura personale, bellissimo post, che condivido in tutto il suo percorso di perenne attualità. 🙂

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      Uso questo termine perché esprime l’atteggiamento interiore: bisogna proprio arrendersi e lasciar andare ciò che vorresti ma non può essere. Quel momento è molto doloroso, e l’ego lo sente come una sconfitta. E lo è, dal suo punto di vista. Sconfitta necessaria per proseguire.
      Ciao! 🙂

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