Lapislazzuli

Ho bisogno di fermarmi e di ritrovare contatto con sorgenti che fluiscono più in profondità. Le mie giornate sono troppo piene.
Cammino nella via dello shopping: l’aria fredda è la mia preferita e la luce del tramonto che va verso la notte ha sempre il potere di quietarmi.
Un giovane suona la chitarra e canta. Ha una bella voce, calda, intonata. È facile emozionare con la musica: bastano poche note, e la voce che si diffonde nell’aria fa vibrare corde emotive, ricordi, atmosfere. Armonie come scivoli verso la memoria.
Guardo i passanti e le tante espressioni che i volti raccontano e i gesti sottolineano. Storie mute, frammenti percepibili.
Sono in equilibrio tra diversi stati d’animo, gioiosi e malinconici, ma comunque pieni di vita. Più passano gli anni e più sento convivere complessità emotive, dove tutto sta. O forse ciò che cambia nel tempo è solo la consapevolezza, e la capacità di leggere e dare nomi a quella complessità.
Mi fermo e sento più intensamente tutto il mio mondo con me. Sono momenti preziosi e rigeneranti, boccate d’ossigeno vitali. Taccuino e penna sono sempre in borsa, ed è bello fermarsi qui a scrivere, nell’aria fredda, accanto a tante persone che vanno nelle loro vite. Ognuno nella propria. Sono parte di quel flusso, protetta dalla mia interiorità che non mi ci fa perdere dentro. Ho confini.
E ora, mentre trascrivo queste parole sul tablet, alzo lo sguardo e vedo un cielo che sta transitando dal buio della notte all’azzurro del giorno. Il colore del lapislazzuli accompagna i miei pensieri.

16 pensieri su “Lapislazzuli

  1. La il@

    “Il colore del lapislazzuli accompagna i miei pensieri.” E’ il colore dell’interiorità, dell’intimità, della riflessione. Oltre a essere bellissimo. Mi sembra di ben cogliere, capire, conoscere quanto scrivi e descrivi, come parte di ciò che a volte vivo anch’io.. ed è davvero bello.. Grazie. 🙂

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  2. pjperissinotto

    Mi piace molto questa frase: “Più passano gli anni e più sento convivere complessità emotive, dove tutto sta.” E se è venuta scrivendo con una penna su un taccuino in mezzo alla gente persa nelle proprie vite, vale il doppio.

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