Archivio mensile:ottobre 2015

Oggi non è un giorno qualunque 

La sveglia, messa con abbondante anticipo, suonerà tra un’ora, ma io sono decisamente sveglia… ho dormito ben poco stanotte. E dire che ieri sera ero anche tranquilla, ma il sonno si è fatto comunque desiderare. E ora son qui, avvolta nel silenzio e nella quiete, ad ascoltare le onde emotive che arrivano sulla riva. Mi tornano in mente tanti momenti di vita, tante tappe di un percorso che mi ha portata qui, a sposarmi tra qualche ora. Dopo undici anni di convivenza. E dopo tutti questi anni, oggi rinnoveremo quel sì che diciamo ogni giorno: un sì all’altro, un sì alla vita. Perché nel dire quei sì l’amore è cresciuto nel tempo, nel dire quei sì nei momenti difficili si è rafforzato e ci ha nutriti, ha limato spigoli e curato ferite; ci ha resi individui migliori.

Ecco, nelle onde emotive di questi momenti, c’è anche il desiderio di testimoniare una possibilità: leggo spesso affermazioni ciniche o perlomeno disincantate sulle relazioni di coppia. Come se non ci fosse scampo tra l’innamoramento che brucia e si esaurisce e la routine grigia, quando va bene.

Ma la via c’è, ed è percorsa da tantissime coppie che attraversano gli anni insieme e affrontano le fatiche della vita senza inacidirsi, aiutate dall’amore reciproco. E quando il cielo si fa più buio e i nuvoloni preparano quei temporali che ti fanno dubitare e ti allontanano dall’altro, allora esplorano le terre della pazienza e del rispetto, dell’attesa e della fiducia.

Recentemente ho letto in rete un proverbio: “If you want to go fast, go alone. If you want to go far, go together.”

Oggi compiamo un altro passo insieme. Ora mi alzo e vado a farmi bella.

Pensieri mattutini

In questo periodo mi ritrovo in varie faccende affaccendata, presa dal fare e con meno tempo ed energie per fermarmi e stare. Di conseguenza sono anche più assente dal blog: non scrivo e poco frequento anche i blog altrui.
Stamattina però -andando in auto al lavoro- ascoltavo L’estro armonico di Vivaldi, immersa in quella gioiosa vitalità che sento sprizzare da quegli archi, e i pensieri hanno cominciato a seguire un loro corso. Guardavo le auto in movimento, le persone su autobus e tram, quelle a piedi… Flussi di esseri umani, ciascuno con la sua storia, calato nella sua vita, diretto verso la sua meta prossima e verso quelle future. Immaginavo ciascuno con un fumetto sulla testa che raccontava qualcosa di quella vita, e il colore dello stato d’animo del momento.
Mi sentivo parte di quel flusso, vita tra tante vite. Pensavo a quanta gioia e a quanto dolore lì in mezzo, nel flusso. Onde che leniscono, onde che travolgono. Pensavo ad amici, pazienti, pensavo alle storie che ascolto ogni giorno.
Siamo forti, e fragili. Affrontiamo dure battaglie, e siamo feriti, atterrati, da gesti noncuranti, indifferenti, da incomprensioni, da tutte le tribolazioni d’amore che possiamo sperimentare dalla nascita alla morte. Questo insieme di forza e vulnerabilità mi colpisce sempre.
Di semaforo in semaforo procedo verso il lavoro, incrocio alberi dalle sgargianti foglie colorate dall’autunno, goccioline di pioggia scendono da un cielo uniformemente grigio.
Arrivo al parcheggio e mi avvio verso la mia giornata. Sono nel flusso, è una bella e quieta sensazione.