Dare parola

“Non avrei mai pensato di parlare con lei”…
Già… Capita spesso.
L’uomo di fronte a me fatica a trovare le parole che spieghino quel che prova, quel che sta vivendo, cosa lo agita. Ha molti motivi per non star bene, sia fisici che psicologici, ma quel che mi colpisce è proprio la difficoltà nel dare parola.
Sembra facile. Basta avere qualcuno che ti ascolti, e via a raccontare. Non è così. Spesso mi trovo davanti persone che non sanno spiegare come stanno, che hanno un vocabolario delle emozioni molto ridotto, strumento troppo limitato per dare voce al proprio mondo interiore.
Faticano a dire a se stessi, non capiscono quali venti agitino i loro mari, cosa abita le loro case.
Sono sballottati dalle emozioni, agiscono le emozioni. Si sentono in gabbia, prigionieri di forze che non riescono a domare e neanche a nominare, forze alle quali non sanno dare una qualche forma.
Che conquista le parole! Sono la nostra libertà. Sono consapevolezza, possibilità di condivisione, sfogo, mediazione, trasformazione.
Dando parola raccontiamo a noi stessi cosa ci agita, e ci diamo maggiori possibilità di tenere la barra dritta durante la tempesta, e di portare la barca in porti sicuri.
Dando parola siamo meno soli, anche se affidiamo quelle parole a un quaderno che rimarrà chiuso in un cassetto, o in un file archiviato con password. Siamo meno soli perché possiamo raccontare la nostra storia, possiamo essere ascoltati e ascoltare. Possiamo portare testimonianza, e accogliere quelle altrui.
Dando parola troviamo senso, attribuiamo significati, ordiniamo il caos in un mondo. Mutevole, ma pur sempre mondo, con un suo ordine in divenire.
Più ricco è il nostro vocabolario, più recuperiamo gradi di libertà sui nostri automatismi psichici.

“Allora le pene. Allora soprattutto quel senso di peso,
allora la lunga esperienza d’amore, -allora
soltanto quel ch’è indicibile. Ma poi
fra le stelle, che farne? son tanto meglio indicibili loro, le stelle.
Anche il viandante dal pendio della cresta del monte,
non porta a valle una manciata di terra,
terra a tutti indicibile, ma porta una parola conquistata,
pura, la genziana gialla e blu.
(…)
Qui è il tempo del dicibile, qui la sua patria.”
Rilke, Nona Elegia duinese

14 pensieri su “Dare parola

  1. ogginientedinuovo

    Le parole sono la vita. Mi ricordo un tuo post in cui parlavi dell’importanza di descrivere in modo preciso e puntuale ciò che invece grossolanamente definiamo “depressione”. E’ tutto lì: conoscere le parole per descrivere ciò che sentiamo ci dà la consapevolezza di che cosa stiamo sentendo:
    Sempre bello leggerti 🙂

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      Intanto, bentornato!
      Poi, è vero quel che dici, però quel che mi colpisce è che noi diamo un po’ per scontato che -dato un contesto favorevole di ascolto e fiducia- sia poi abbastanza facile parlare di come si sta. Non è così. La persona di cui parlo nel post, per esempio, aveva voglia di parlare, provava a spiegarmi il suo sentire, ma faceva proprio fatica, non sapeva come dirlo.
      Ciao Nicola!

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      A volte è quello, ma altre volte è proprio una difficoltà, una specie di analfabetismo emotivo… Non è una difesa dalle emozioni, è proprio un non essere abituati a dare parola a ciò che si prova: sento ma non capisco cosa mi attraversa, non trovo le parole per dirlo, come con una lingua straniera che conosco poco…

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  2. leparoledinessuno

    Vero ! Verissimo ! Quello che mi ammazza è il silenzio di nove ore dei giorni lavorativi. Nessuno che riesca a parlare di argomenti leggermente seri. Solo delle grandi baggianate e volgarità.

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  3. unazzurrocielo

    ecco, io ero così. Prima. Non trovavo parole, in realtà neanche mi sforzavo, tenevo tutto dentro. Poi la svolta con l’incontro del cancro. Ho incontrato oncologi fantastici che mi hanno ascoltato quando avevo bisogno di essere ascoltata, in realtà il mio oncologo di ora mi ascolta sempre pazientemente, ho incontrato infermieri in DH che appena avevano un attimo dedicavano tempo all’ascolto dei pazienti, ho incontrato la mia fantastica psiconcologa che dice che sono psicologicamente vivace e parlo… parlo… racconto…. scrivo…. ho aperto il blog…e scrivo e scrivo…..

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