Equilibrio

“Sa, dottoressa, è brutto invecchiare. E per favore, non mi dica anche lei che morire giovani è peggio. Lo so anch’io, ci mancherebbe. Ma questo non toglie la fatica di questo periodo, i pensieri, le paure. Sono grato alla vita per essere arrivato fin qui. Resta il fatto che ho spesso pensieri tristi, che riguardano il tempo che mi rimane davanti e quello che ho alle spalle.”
Mi sorride. “Lei è giovane”.
Il concetto di giovinezza può essere relativo…
L’uomo prosegue, spiegandomi la sua ricetta di sopravvivenza: visto che non riesce a non pensare alla morte, cerca di tenerla a bada concedendole un posto al suo fianco, ma non lasciandola mai sola. Le affianca la vita, le cose quotidiane che riempiono le sue giornate. Le cose più piccole: il piacere dell’aria fredda sul viso, la partita a carte al circolo degli anziani, le friselle che gli mandano i suoi parenti dalla Puglia… E le cose più grandi: gli affetti.
“Così sono un po’ triste e un po’ contento. Mi sembra un equilibrio ragionevole.”
Condivido. E mi alleno a quell’equilibrio tutti i giorni.

23 pensieri su “Equilibrio

  1. Enzo

    La ricetta non è male, è opinabile singolarmente e a seconda di molte altre variabili: vale anche per chi la ascolta in questo caso. In un ambiente ospedaliero dove la sofferenza e la morte sono una frequenza più elevata rispetto ad altri ambienti è più facile ascoltare “lezioni di vita” diverse, tentativi di equilibrio variabili. Bergman è la mia strada col sigillo nascosto da qualche parte.

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      1. La il@

        Intendo che l’ “equilibrio” di cui parla questo anziano uomo è comprensibile e lodevole per la fase della vita in cui si trova, ma riuscire a dare ancora più spazio alla vita e ai pensieri positivi, far pendere la bilancia da quella parte, soprattutto se si è “ancora giovani” come lui dice, è cosa a cui tendere ogni giorno, un allenamento più difficile ma per cui forse vale la pena provare.. che dici? 😉

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        1. sguardiepercorsi Autore articolo

          Dal mio punto di vista, non è così. Lavorare in ospedale rende la morte piuttosto presente, e poi non sono giovane. Per me, è proprio l’equilibrio tra la consapevolezza della morte e della vita che dà pienezza a ogni giornata. La mia vita è ricca e complessa, e ne sono felice, grazie a quell’equilibrio, che è comunque dinamico.
          E ogni età ha i suoi equilibri 🙂

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          1. La il@

            Perdonami, in effetti non avevo considerato il tuo ruolo e non avevo elementi.. ora capisco di più il tuo punto di vista. Grazie per aver condiviso questo tuo pensiero e complimenti per ciò che fai, con questa consapevolezza.

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