Il sabato della città

Sabato è proprio una giornata a sé: la più bella della settimana, giusto per scomodare Leopardi.
Se poi il cielo è azzurro, terso, l’aria è fresca, la temperatura piacevole, allora è felicità.
Cammino e guardo chi incontro: una giovane donna in gravidanza, passo da ultimi mesi, cane al guinzaglio, marito accanto col giornale sottobraccio. Immagino la loro vita. Più avanti il dehors di California Bakery offre profumi di croissant e pancakes, vocio dei giovani del brunch, volti senza rughe e apparentemente senza pensieri, animati da conversazioni che non risuonano di gravità.
Una coppia anziana sottobraccio avanza tranquillamente, una famiglia con bambini piccoli cerca di tenere a bada il più grandicello sgambettante.
Le diverse età della vita. Io sento la mia, e ci sto bene.
Cammino con Geminiani nelle orecchie, l’IPhone in mano a raccogliere qualche pensiero, e la mia vita nel cuore. Quieta, profonda, fluisce come fiume placido. Che sa di essere, consapevole della sua forza.
Come sempre in momenti come questo, tutto sta. Presente con i suoi pesi e le sue leggerezze. Pesi e misure.
Pensieri nella testa, tanta vita nello sguardo, un nuovo aroma di caffè nella borsa. Sabato.

8 pensieri su “Il sabato della città

  1. LauraP.

    Bellissima questa tua descrizione del sabato, sì è proprio così e concordo che è il giorno più bello della settimana… 🙂
    Ieri invece avevo notato un’altra atmosfera particolare che si può cogliere nel mio paese quando il sole sta per tramontare (quindi l’ora cambia secondo le stagioni)… in campagna i cicli temporali naturali sono sempre importanti 😉 Magari un giorno ne parlerò in un post in un nuovo blog.. 🙂 Ciao Chiara, mi piace tanto il tuo modo di “sentire” la vita.

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  2. leparoledinessuno

    … Mi fai venire in mente l’inizio di un racconto di fantascienza della collana ‘Urania’ che lessi molti anni fa !
    L’umanità alle prese col Sole Eterno. Tutti al mare vicino ad enormi processori d’acqua potabile e i nostri protagonisti alle prese con le domande di sempre.

    Non so perchè mi hai fatto venire in mente questo, probabilmente il modo di trasmettere il messaggio, così calmo eppure colmo di strane certezze. Come aspettare e cogliere nell’attesa il senso di quello che ci circonda.

    In un certo senso ascoltare il ticchettìo dello scorrere del tempo e dello spazio. Come se il cielo terso del Sabato e la luce accecante di uno Strano Sole non ancora autunnale ma nenache estivo, ci da qualche attimo di Gioia e Speranza.

    Ciao e scusa la strana ‘digressione’ ma come sai, sono un dislessico mentale e faccio strane associazioni.

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