Le terre della tristezza

Oggi le storie di vita ascoltate si intrecciano nella mia testa. Hanno depositato tracce e formato uno stato d’animo triste, che contrasta con la primavera in sboccio intorno a me. Non ce n’è, Eliot aveva ragione: aprile è il più crudele dei mesi.
Così mi concentro sulla lista della spesa e spingo il carrello tra gli scaffali del supermercato. Immergermi nel quotidiano spesso mi aiuta; guardo i prodotti, leggo le etichette: ma è più facile allontanare i grassi idrogenati che scacciare la tristezza. Oggi ha deciso di tenermi compagnia.
Così, eccomi a vagare tra le sue terre, che sono varie e sfumate.
Ripenso a una frase letta nel libro di Solomon “Lontano dall’albero”: “Se il più delle volte mi sono invaghito degli amici che adoro per la loro saggezza, umanità, generosità simpatia, lì ho amati con la massima intensità nei loro o miei momenti di tristezza: c’è una vicinanza psicologica, nei momenti di desolazione, che la felicità non permette.”
Mi colpisce perché mi ci ritrovo. È la mia esperienza quotidiana di lavoro con le persone, oltreché esperienza di amica.
Quella vicinanza stasera mi fa stare anche bene. Le terre della tristezza hanno sfumature di bellezza e di apertura alla vita. In quelle terre si può essere nel cuore dell’umanità. Attraversare quelle terre, oggi, mi fa sentire profondamente viva e profondamente collegata agli altri.
Ancora Solomon: “…ci si può mantenere più aperti alla ricchezza del dolore che alla disperazione senza vie d’uscita.”
A volte rimanere aperti alla ricchezza del dolore porta in dono la ricchezza della vita.

6 pensieri su “Le terre della tristezza

  1. laurapozzani

    Hai scritto delle cose molto belle e che fanno riflettere. Concordo con Claire: sai toccare il nostro cuore con grande delicatezza. Un abbraccio anche da parte mia. 🙂

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  2. Claire

    Non è facile esprimere tutto ciò con la delicatezza che ti contraddistingue.
    Complimenti Chiara, leggo sempre i tuoi post con un sorriso sereno, perchè, anche quando trasudano difficoltà e sentimenti tristi, hai la capacità meravigliosa di stemperarli con una dolcezza che mi arriva dritta al cuore.
    Un abbraccio,
    Claire

    Rispondi

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