Cambiare strada

L’ho letto spesso e sentito ancor di più: “bisogna cambiare abitudini, per esempio non fare la stessa strada tutti i giorni per andare al lavoro.”
Personalmente, la trovo una stupidaggine. Perché il punto non è fare cose diverse (che va benissimo, ci mancherebbe), ma il modo in cui le si fa. Se non riesco a guardare, non vedrò comunque: la stessa strada può essere diversa tutti i giorni, e una nuova può apparire totalmente muta. Dipende dal mio sguardo, da quanto sono aperta alle esperienze e a ciò che accade, da ciò che incontro.
Se non so guardare, posso andare a cercare ovunque, sempre più lontano, verso stimoli sempre più esotici; come per le droghe, avrò bisogno di dosi sempre maggiori per avere sempre meno effetti.
Eppure, c’è così tanta ricchezza in ogni momento sotto il nostro sguardo.
Io faccio la stessa strada per andare al lavoro, e ogni giorno, avvolta dalla musica, trovo lo stesso paesaggio, eppure sempre diverso. Ogni giorno mi godo quel pezzo di strada, mezz’ora di contemplazione all’andata, mezz’ora al ritorno. E non attraverso le colline del Monferrato o del Chianti, ma strade periferiche che vanno verso l’hinterland.
E sono belle, ogni mattina e ogni sera.
Davvero non ci bagniamo mai due volte nello stesso fiume.
Il qui e ora è sorprendente.
Basta guardare, e lasciarsi stupire.

34 pensieri su “Cambiare strada

  1. Antonio Tomarchio

    Io ho invece la sensazione contraria, anche quando percorro una strada nuova mi sembra di esserci già passato mille volte. Tutti i posti mi sembrano uguali, nulla riesce più a stupirmi né a meravigliarmi. La gente mi sembra tutta la stessa, fanno tutti le stesse cose in modo ripetitivo e prevedibile, persino la vita sembra di averla già vissuta mille volte. Sai già come inizia, sai quello che farai, quello che dovrai fare, nasci, cresci, ti procuri il cibo, trovi una compagna, ti riproduci, ti occupi della prole, invecchi e muori. Facciamo queste cose da sempre, ancora prima di diventare umani, sono scritte nel nostro DNA e in quello di ogni essere vivente su questo pianeta. Soltanto i nostri sogni e la nostra fantasia possono farci sembrare diversa questa realtà, possono crearci l’illusione che stiamo facendo qualcosa di originale, di essere in fondo unici perché sappiamo vendere qualcosa di nuovo facendo tutti i giorni la stessa strada. Un abbraccio.

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      È uno sguardo un po’ triste…
      Comunque la realtà è quella che è, fatta di ritorni e novità. Cambia però il nostro sguardo, che guarda oggettivamente ma anche soggettivamente, filtrato dai nostri vissuti, dagli stati d’animo, dalle esperienze. Anche se non è la mia esperienza, credo di comprendere il tuo stato d’animo, il tuo sguardo. Ma sia il mio che il tuo sono entrambi frutto dei nostri vissuti, e dicono di noi, non solo della realtà. E sono reali, per noi. È la nostra realtà.
      Un abbraccio a te…

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  2. Andrea Magliano

    In cinematografia c’è un banale esperimento: si prende una breve sequenza apparentemente in cui non succede nulla di eclatante e la si accompagna con diverse musiche, ora tristi, ora ansiogene, ora divertenti, … La stessa sequenza trasmetterà sensazioni diverse, creando o distruggendo stati d’animo e climax. E’ proprio vero, più che un nuovo percorso, serve un nuovo sguardo e la volontà di vedere oltre 🙂

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  3. Manuel Chiacchiararelli

    Ciao Chiara, completamente d’accordo con te…bisogna cambiare la testa prima, come a dire che il viaggio inizia prima nella nostra mente 😉
    Io anche faccio la stessa strada tutti i giorni, da un anno, e ancora trovo cose nuove a cui non avevo mai fatto caso
    E poi a volte cambio tabaccaio, bar … 😀

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  4. Diemme

    E pure tu hai ragione… io però cambio spesso strada da un punto di vista strettamente tecnico. Purtroppo, o per fortuna, da un punto di vista esistenziale sono diversa 😉

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  5. Pablo

    Sono d’accordo. È solo il modo di guardare che deve essere ogni giorno diverso e non la strada. Altrimenti, oltre la strada, bisognerebbe cambiare, ogni giorno, moglie, marito, figli amici, parenti e soprattutto se stessi.
    Pablo

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  6. ilnonamato

    Ci sono due cose che, nell’abitudine, mi sembrano capaci di meravigliarci sempre: i particolari e le persone. Ma credo anch’io che ciò che ci permette di “vedere” davvero con occhi sempre nuovi siano la disposizione d’animo e la capacità di lasciarci stupire.
    PS Il CD dell’auto a me parte appena giro la chiave nel quadro 🙂 amo guidare con la musica.

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  7. TheGiungla

    Il segreto è sapersi ancora emozionare davanti a ciò che ci circonda, spesso invece si guarda solo la macchina o la strada davanti a noi senza vedere l’orizzonte, che a me nelle giornate limpide mi regala le Alpi innevate, ogni volta un’emozione, peccato che sto guidando e non posso distogliere troppo lo sguardo dalla strada ma riesco comunque a emozionarmi.

    Il “qui è ora” è meraviglioso per chi lo sa cogliere e sono contenta di leggere le vostre parole e sapere che c’è ancora chi si sa emozionare, purtroppo chi mi circonda non lo sa più fare. Ogni giorno la strada è la stessa ma con molte sfumature da cogliere e a volte sono grandi sfumature.

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  8. marco

    “Il punto non è fare cose diverse, ma il modo in cui le fai”. Finalmente anche io sono riuscito a capirlo, finalmente posso ritrovarmi in queste parole

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      1. marco

        Sì, e voglio condividerli con tutti quelli che mi hanno aiutato. E’ che spesso si hanno parole chiare solo per le cose che ci fanno male. Tutto il resto, quello che ci fa bene, può presentarsi confuso, disarticolato; se finisse incasellato diventerebbe falso. Ed è allora che ti accorgi che tutto ciò che hai incasellato come dolore in passato, può finalmente non avere più un senso. Sembra un paradosso!

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  9. tramedipensieri

    Il punto è proprio questo: bisogna vedere con che spirito si guarda…se dentro si ha quella spinta emotiva che fa volgere lo sgardo verso la bellezza filtrata dal nostro cuore.

    …certi giorni porto con me troppo sonno per poter guardare…e al rientro troppo appetito. 😀

    non è sempre così…però, insomma…

    Buona serata
    ciao
    .marta

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  10. Mr. Incredible

    Penso che riuscire a cogliere cose nuove nella normalità si avvicini molto a quello che viene chiamata come … illuminazione.
    Un traguardo forse, non un mezzo..
    Sempre belle riflessioni le tue.

    “qui e ora” 🙂

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  11. ammennicolidipensiero

    spezzo una lancia (non perché io lo dica, perciso): il “guardare con gli occhi nuovi” di proustiana memoria non è automatico, il cambiamento di abitudini è culturalmente più facilitato. se vuoi, azzarderei a dire che richiede “meno equilibrio” il cambiamento di abitudini rispetto al non farsi annichilire da esse (e non è sempre detto che ci si riesca). sapere viaggiare con la mente è splendido, e farlo, ma credo sia altrettanto imprescindibile il rompere schemi e costruirne di nuovi, il viaggiare e conoscere non solo metaforico ma anche reale.

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      Sono d’accordo. Credo che alla base, però, ci sia sempre la capacità di guardare, altrimenti anche il nuovo rischia di non essere colto a fondo. L’anno scorso avevo letto un articolo che avevo poi riportato in un post (http://wp.me/p2K0NN-6L), sul senso della meraviglia. Ecco, quel che volevo dire è che con quello sguardo di meraviglia per la vita, sia viaggiare in luoghi nuovi che percorrere strade note diventano esperienze arricchenti. E dato che si tende a prediligere la prima opzione, volevo spezzare una lancia in favore della seconda… 😉

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  12. Michele

    beh certo le colline del monferrato non sono male, ma si può vedere del bello ovunque
    solo che io che ho 8 minuti a piedi per arrivare al lavoro (9 se trovo l’unico semaforo rosso) ho poche strade alternative, potrei farla saltellando 🙂

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