Archivio mensile:febbraio 2014

Risposte

Anche stamani ho messo la sveglia un’ora prima, e nel silenzio della casa, nella quiete in cui è ancora immersa la vita fuori, mi sono presa quel tempo per leggere, per studiare le cose che mi interessano. Lo faccio da alcuni giorni, ma sta diventando uno spazio prezioso, senza distrazioni, che mi fa iniziare bene la giornata e mi dà gioia. Un’ora per me e per ciò che mi appassiona. Mi colpisce la sensazione che mi dà questo tempo: è lungo, pieno, ricco. Un’oasi di calma. È un regalo che mi faccio, vita che vive consapevole.
Esco di casa concentrata e quieta.
Più tardi ho incrociato questa frase di Sándor Márai, tratta da Le braci: “Alle domande più importanti si finisce sempre per rispondere con l’intera esistenza. Non ha importanza quello che si dice nel frattempo, in quali termini e con quali argomenti ci si difende. Alla fine, alla fine di tutto, è con i fatti della propria vita che si risponde agli interrogativi che il mondo ci rivolge con tanta insistenza.”
È proprio vero. Quelle domande che toccano i fondamenti, quelle sul senso della vita, del dolore, della morte… Me le faccio e me le sento fare più o meno tutti i giorni, e più o meno tutti i giorni ci si prova a rispondere. Giorno dopo giorno, si incarnano le risposte. Giorno dopo giorno, dalle carni affaticate e dall’anima provata nascono risposte e ulteriori domande, che formano il nostro cammino, il percorso della nostra vita, ciò che siamo.
Alla fine, ciò che lasciamo a chi ci sopravvive sono proprio le risposte che abbiamo trovato.

Pozzanghere

… Anche le pozzanghere hanno un fascino irresistibile. Non ci salto dentro coi piedi, ma le guardo incantata e le trovo bellissime. Cielo in terra, scorci capovolti, linee flessuose che ondeggiano con i miei passi.
Di già che piove, almeno mi godo lo spettacolo dei riflessi.

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Essenza

Stamane, mentre tornavo a casa dalla mia camminata mattutina, mi sono imbattuta in quest’albero. Avendo con me solo il cellulare, non sono riuscita a fotografarlo per intero. Per cui, lo vedrete a pezzi. Non è particolare, né così diverso da molti altri. Ma è stata un’ immagine che mi ha colpita: dalle radici grandi, lunghe e intrecciate fino ai nudi rami che si stagliavano contro il cielo grigio.
Essenziale.
L’ho già scritto: amo gli alberi in inverno, proprio perché sono essenziali. Nessun fronzolo, nessun abbellimento: radici, tronco, rami. E nella loro essenza, sono maestosi. Li guardo nella loro bellezza e forza. Resistono, durano. Insegnano a non disperare, a non avere fretta, a reggere con pazienza. Insegnano ad amare l’essenza.

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