È andata così

“È andata così”. Oggi questa frase mi risuona in testa.
Il senso dell’irreversibile: è andata così. Avrebbe potuto andare in tanti altri modi, ma è così che è andata, questa è la direzione che la vita ha preso. Irreversibile.
Lo sappiamo, e spesso questa è una semplice presa d’atto, una constatazione indolore.
Ogni tanto, però, questa consapevolezza s’incarna facendoci toccare con sensibilità acuita i bordi del limite.
A volte fa male, a volte è stupore, resa, ferita cicatrizzata.
Comunque irreversibile.
Guardo alcune porte chiuse che hanno dato forma alla mia vita. Perché l’irreversibilità dà forma.
Nel bene e nel male, e non si sa mai cosa scatenerà l’uno o l’altro, o entrambi.
E quella forma è la nostra opportunità nel mondo. Da vivere, come riusciamo.
È andata così: non possiamo cambiare il passato, ma solo cercare di amare il nostro percorso. Lì c’è il valore, lì c’è senso. Lì siamo noi: non le rose che avremmo potuto cogliere, ma quelle che abbiamo colto. A differenza di Gozzano, amo le rose che colsi.

18 pensieri su “È andata così

  1. yourcenar11

    Anch’io continuo a ripetermi che ” è andata così”, ma riguarda il presente che a volte è troppo difficile accettare, un presente che non posso modificare. Più che chiudersi una porta, a me è piombato addosso un masso che mi ha tramortito, cambiando di fatto il corso della mia vita. Ciao Chiara, mi fa bene leggerti.
    Cristina

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  2. Nicola Losito

    Quante volte anch’io ho ripetuto: è andata così. Alcune volte, quando è andata male, ci metto davanti un bel “purtroppo”.
    Ma la cosa che mi rasserena è che di notte mi diverto a pensare come sarebbe andata a finire se avessi preso una strada diversa. E allora mi sbizzarrisco nelle ipotesi più strampalate, svegliandomi al mattino con la convinzione che quel “è andata così” era il modo migliore in cui poteva andare la mia vita…
    Un abbraccio.
    Nicola

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  3. (al_nick_ci_penserò!)

    La dico anche io quella frase; poi mi incarto perchè poi la correggo con “l’ho fatta andare così” e la cosa mi fa anche crescere rabbia, perchè ancora non riesco a darmi pace .. nel senso che, aldilà del “è andata così” o del “l’ho fatta andare così”, a me quel “così” ancora pesa.
    Fare pace con il proprio passato è difficile ma importante.

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      È vero. E comunque l’essere più o meno attraversati da quel vissuto non dipende da noi. Accade. Dipende in parte da noi quel che riusciamo a farci, il cercare di non farci bloccare dal rimpianto. Le reazioni degli esseri umani sono davvero molto diverse e complesse, lo vedo tutti i giorni!
      Ciao Marta, buona giornata!

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  4. Prigioniera_Del_Deserto

    I miei “è andata così” cercano di non sottendere nulla. La vita è fatta di scelte e di eventi che succedono a prescindere dalla nostra volontà. In entrambi i casi preferisco focalizzare su quello che ho scelto o su quello che resta, perchè non vorrei mai perdermi il momento nel rimpianto di ciò che avrebbe potuto essere.
    L’ho pensato così, magari non c’entra nulla.
    Buona giornata

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      C’entra, certo. È un altro possibile sguardo. I nostri sguardi dipendono da come siamo fatti, e il bello di dialogare su queste cose è proprio poter vedere anche sguardi diversi dai nostri, e rifletterci su. Le mie corde del rimpianto vibrano poco, ma credo di comprendere il tuo punto di vista.

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      Certo. Si chiudono e si aprono infinite porte. Mi riferivo solo al vissuto di irreversibilità: una separazione, un incidente, un lutto, una scelta che comporta conseguenze… Oggi parlavo con una donna a cui hanno amputato una gamba. Irreversibile, la sua gamba non l’avrà mai più, non ha una seconda possibilità di avere la sua gamba e la sua vita di prima. Ha molte possibilità di continuare anche bene la sua vita, di mettere una protesi, di fare mille cose significative. Ha molte altre possibilità.
      Il senso dell’irreversibile non è impotenza. È però la consapevolezza che una porta che si chiude non si apre più. Se ne aprono altre, dopo.

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