Il senso di ingiustizia

Incontro persone atterrate dalla vita. E da lì, da giù per terra, cambia la prospettiva da cui guardi il mondo intorno a te. Cambia lo sguardo. Da giù cambia la scala dei valori, delle priorità, di ciò che è importante o no.
Cerchi vie di uscita, strategie di sopravvivenza; cerchi senso, risorse per affrontare quella che da giù sembra la scalata dell’Everest a piedi nudi.
Cammino per strada con in mente le storie ascoltate, la mia, quelle delle persone vicine. Penso a quanta umanità di valore lotta, a quanta umanità di scarso valore ottiene riconoscimenti. Talenti che faticano ad arrivare a fine mese, incapaci che gestiscono potere. Tutti i giorni in ospedale mi sento ripetere le stesse frasi: “ma perché proprio a me?”, “non è giusto!”.
Sulla strada che percorriamo prima o poi incontriamo tutti lo stesso scoglio: l’ingiustizia. La vita è profondamente ingiusta. Vorremmo appellarci a un senso superiore che possa sanare i torti subiti, ma non c’è. Accade ciò che accade, senza appello. Poi posso provare a fare qualcosa, ovviamente. Combatto, come posso. Ma che sia una malattia, un accidente di vario genere, una persona che ti fa del male, resta che con quell’accadimento ci devo fare i conti, per quanto ingiusto possa essere.
Il senso di ingiustizia ci può atterrare, ci può lasciare rabbiosi, ci può distruggere. È una dura lezione che dobbiamo prendere così com’è. Però poi ciò che ne facciamo, come riusciamo a reagire a quella dura lezione, fa la differenza.
Ascolto anche in me la voce che protesta e si lamenta, ma poi so che non posso andarle dietro. Quella voce tira giù. Metto energie per contrastarla, e come il Barone di Münchausen, mi tiro su per il codino.
Grazie all’amore e all’amicizia di chi mi sta vicino; grazie alla bellezza che riesco a cogliere; grazie alla musica che infonde energie, quieta l’animo agitato.
Finora, grazie a tutto questo, il mio sguardo ha sempre ritrovato il respiro del cielo.

16 pensieri su “Il senso di ingiustizia

  1. Nicola Losito

    Ci si può risollevare in tanti modi e tu hai trovato la ricetta giusta per te, e perché no? anche per molti di noi.
    All’amore, all’amicizia, alla musica, io aggiungo anche la lettura e la scrittura che tu non hai citato ma che professi con evidente bravura.
    Nicola

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  2. il berretto rosso

    Ciao Chiara. Sono sincero, mi sono imbattuto in quello che hai scritto, seguendo le “trame” di Marta. Condivido le gioie, le ansie, le amarezze di quello che hai scritto. Personalmente l’ho interpretato comunque come un inno alla vita e mi ha riempito l’anima il tuo sguardo che ritrova respiro dal cielo. Grazie. Nonostante l’uggiosità della giornata mi hai donato un raggio di sole
    Nicola

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  3. leparoledinessuno

    Verissimo !
    Bellissimo !
    Ma quante volte l’oscurità dentro non mi ha fatto vedere nulla.
    Si fatica a tirarsi su, ogni volta con sempre più tenacia.
    Si fatica sempre per uscire dalle nostre disgrazie terrene.
    Poi, dopo un po’, una quiete senza dimensione si impossessa di me.
    E’ tutto pare vacuo e senza senso.
    Allora vedo gli oggetti intorno a me assumere l’aspetto di corpi estranei.
    Quante volte sono ritornato a rivederli per quello che sono.
    Questo continuo andirivieni mi annichilisce !

    Per chiarirmi e chiarirci:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Nichilismo

    Un abbraccio.
    Ciao Stefano.

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      Grazie… Sono temi che mi stanno molto a cuore. Li sperimento nella mia vita, li ritrovo nelle vite altrui. Cerco strade costruttive e che portino senso. Mi fa bene condividerle e ricevere condivisioni…
      Ciao!
      Chiara

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  4. andreaalberti

    Leggere la tua conclusione e poi ascoltare la musica ha qualcosa di solenne e induce a riflettere in silenzio. Si apprezza il ritmo orchestrale dell’Annunciazione.
    Come sempre molto coinvolgenti le tue riflessioni.
    Buon weekend!
    Ciao 🙂

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  5. Claire

    Comprendo, conosco e condivido ogni singola parola. Vivo – quasi come te – ogni settimana esperienze simili. Incrocio vite esauste e provate, ridotte a mendicare attenzione presso un SSN che cerca di girare la faccia dall’altra parte.
    Abbozzo sorrisi simpatici ed innocenti, faccio come posso, coi mezzi di cui dispongo, accolgo tutti quelli che riesco … invio, telefono, accolgo, sorrido, chiedo favori, do indicazioni, sorrido, stringo mani, abbraccio, mi dispiaccio, sorrido …
    Accuso il colpo. A casa.
    Poi sopraffatta dal dolore, tiro un gran respiro e penso alle persone meravigliose (e ne conosco molte) che come formichine danno l’anima per rendere questo mondo migliore …e sorrido ancora, ma ha un sapore nuovo.
    Un abbraccio 🙂

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  6. tramedipensieri

    Difficile ma solo questo tipo di aiuto…infonde molto coraggio: gli affetti, le amicizie …la bellezza.

    Ma a volte non bastano, non bastano se non parte da dentro quella spinta, quella scintilla che permette di apprezzare, nonostante i dolori…quello che ci sta attorno.

    buona giornata
    …questa musica è splendida!
    ciao
    .marta

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      È vero. Però quel che sto vivendo in questo periodo è che quegli aiuti esterni rianimano le forze interiori, e consentono loro di tornare ad esprimersi. Da soli, né gli uni né le altre bastano.
      Come sempre, l’unione fa la forza! 😉
      Ciao Marta, buon weekend…
      Son contenta che ti piaccia quella musica 🙂

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