Compleanno di blog e bagni di realtà

Un anno fa, di questi giorni, mi affacciavo timidamente al mondo WordPress pubblicando il mio primo post.
Stasera desidero festeggiare questo compleanno raccontandovi un’esperienza fondamentale di quest’anno.
Cominciata così, come un fulmine a ciel sereno. Perché nella vita capita spesso (sempre?) ciò che non ti aspetti.
Tutti noi ci facciamo i nostri film: desideri, aspettative, credenze, profondamente radicati in noi, così profondamente da essere parte di noi, parte che diamo per naturale, scontata, come il cielo sulla nostra testa. E che per questo non mettiamo mai in discussione, non vediamo mai con occhio critico.
Poi la vita va nella direzione in cui va, diversamente dalle aspettative, dai desideri, dalle credenze, e facciamo duri bagni di realtà.
Ciò che diventiamo dopo quei bagni, attraverso quelle esperienze, può essere una crescita o una semplice sopravvivenza da arrabbiati o da delusi. Dipende dalle risorse che abbiamo, interiori e non.
Quest’anno, un problema di salute di mio marito, di per sé non grave ma invalidante al punto che non gli ha consentito e non gli consente tutt’ora di fare il suo lavoro, ha creato una serie di conseguenze e di difficoltà non indifferenti, su vari piani. Non voglio entrare ora troppo nel personale, che peraltro riguarda lui e la sua storia, comunque questa vicenda è stata -ed è- un grosso bagno.
Eppure, quest’anno difficile e faticoso ha lavorato in noi obbligandoci a tirare fuori molte risorse, anche quelle che non pensavamo di avere. Ciascuno le sue.
Il bagno di realtà è un muro contro cui sbatti e che ti obbliga a cambiare strada. Ci vuole tempo per capire che quel muro non viene giù. All’inizio non ci credi, non riesci neanche a concepire l’idea che possa accadere davvero. Si chiama negazione, ed è la prima reazione di difesa a un evento, una situazione che ti sta cambiando profondamente la vita. Sapevo benissimo cosa fosse, ma quando ci sono stata dentro non me ne sono accorta subito, ho avuto bisogno di tempo per realizzare. Guardavo le crepe del muro pensando fossero spiragli che si sarebbero allargati fino a farci passare. Non è stato così.
Però credere nell’apertura degli spiragli mi ha dato il tempo per abituarmi al cambiamento, per imparare a starci dentro, a navigare in quelle acque. La speranza, anche se un po’ illusoria, mi ha fatto camminare, andare avanti, incontro alla realtà del muro. Finché l’ho visto, lì, nella sua irremovibilità, mentre già mi stavo muovendo su un’altra strada, quella possibile, scoperta passo dopo passo, giorno dopo giorno.
Ecco, quello che ho scoperto di me è che la mia natura da fondista è più forte di quel che pensavo. Non amo le sfide, e se posso fermarmi un passo indietro al limite che sento, mi fermo.
Il muro mi ha costretta a camminare oltre il limite, un passo alla volta, lentamente. Non mi ha sfidata, semplicemente non mi ha lasciato alternative. Un amico mi ha ricordato che anni fa dicevo che se mi fossi ritrovata in una situazione estrema, tipo campo di concentramento, o anche “solo” sopravvissuta su un’isola deserta tipo Cast Away, il film con Tom Hanks, mi sarei lasciata morire, non avrei avuto la forza di lottare per sopravvivere. Oggi non lo direi più. Oggi dico che proverei a vivere, un giorno alla volta.
E lo dico perché lo sento, perché il cammino percorso mi ha dato fiducia nelle mie forze, mi ha fatto sentire che le gambe reggono, mi ha dato un passo possibile che alterna sforzo e riposo, tenuta, scoramento, ripresa.
Ad oggi, fin qui. Domani si vedrà.
Mio marito invece ha imparato cose diverse, ha sperimentato altri percorsi. Da lottatore, sfidante, ha dovuto imparare la resa, sperimentare il reset delle sue forze per trovarne di nuove, di tipo totalmente diverso.
Lo stesso muro ha richiesto a ciascuno di noi risorse differenti per essere affrontato.
E il lavoro continua.
I bagni di realtà fanno sempre paura, ma possono essere fonte di salute psicologica. E grazie ai muri che non vengono giù, scopri sentieri che mai avresti percorso. Nel bene e nel male, nelle possibilità e nei limiti.
È stato un anno faticoso, e ancora lo è. Ma un anno prezioso. Scrivere sul blog, incontrarvi e dialogare con voi, ha arricchito le mie giornate e alleggerito molte serate. Un po’ scherzando e un po’ no, ho spesso detto che il blog era il mio Citalopram. Scrivere per elaborare e condividere, un ottimo antidepressivo.
Sono felice di quest’anno di blog, felice che siate in qualche modo nella mia vita. Alcuni di voi che conosco meglio sono anche nel mio cuore.
E il cammino continua…

42 pensieri su “Compleanno di blog e bagni di realtà

  1. Andrea Magliano

    Uno specialissimo augurio per il blog. Ma uno ancora più speciale per quest’anno di eventi e per questo lungo e particolare percorso. Mando al blog, a te e a tuo marito un fortissimo abbraccio e un sorriso gigantesco augurandovi il meglio 🙂

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  2. enzo riccobono

    Auguri innanzitutto. Ho avuto esperienze molto diverse dalle tue sia in rete che fuori e non posso certo essere entusiasta di questa blogosfera e di molti suoi abitanti; esiste il discorso della scelta degli interlocutori tuttavia io resto un malinconico e pessimista blogger. Per uno come me questo luogo appare un’oasi di serenità, spero che resti tale.
    Sai che non ho mai festeggiato alcun compliblog? Eppure sono sette anni ormai. Ciao

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  3. (al_nick_ci_penserò!)

    Mi sono commossa… non so perchè, per il tuo vissuto, che non ho mai percepito dai tuoi post, dai quali però ho sempre percepito dignità umana, forza, tenerezza, sensibilità di chi sa cosa sono le salite e che merita boccate d’arie da godere in discesa!
    Apprezzo molto le riflessioni che hai fatto,sulla necessità di affrontare la realtà e soprattutto mi fa piacere tu abbia, in qualche modo, cambiato la percezione di te stessa, che adesso senti e sai di avere importanti risorse che -un tempo- ti avevano fatto affermare che dinanzi certe realtà non avresti resistito, non saresti sopravvissuta.
    Ti auguro di continuare a camminare con questo atteggiamento forte e positivo verso la tua vita, in un clima di unione e complicità con tuo marito.
    Un sorriso e un abbraccio. A.

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  4. Pablo

    Ho letto molto presto, questa mattina, questo post. Poi sono rimasto un po’ a pensare a qualcosa di bello da scriverti, ma mi sembrava tutto un po’ banale rispetto alla tua esperienza. Ho trascorso tutta la mattinata e il pomeriggio fino ad ora a pensare a te, tuo marito, al muro.
    Mi sono convinto che non c’era bisogno di trovare parole belle da scriverti perché se c’è una cosa bella l’hai già fatta tu durante quest’anno e l’hai comunicata a noi, oggi, in maniera semplice e umile. E la cosa meravigliosa non è la forza o la resistenza, tua e di tuo marito, ma la tua volontà di continuare a scrivere qui, con e per noi, fra stupidaggini e guai altrui. Io forse avrei mollata, altri pure.
    Voglio chiudere con una tua frase della tua presentazione: “…Credo profondamente nel valore della bellezza. Nutre l’anima e lo spirito, fa star bene.”
    Tu sicuramente sei una persona bella. Ecco perché stiamo bene insieme a te.
    Pablo

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  5. andreaalberti

    Auguri per il compleanno del blog! Le cose nuove a volte le inventiamo quando sentiamo l’approssimarsi di un muro nuovo, o la mancanza di una qualche via d’uscita in un percorso che non riusciamo a dirigere… Il bello di tutto quello che succede poi è che si trova tanta gente con cui confrontarsi.
    E poi compleanno vuol dire rinnovare una certa data, dove veramente è successo qualcosa di importante ..pertanto, di nascosto perchè siamo grandi, soffiamo le candeline ed esprimiamo un desiderio 😉
    Auguri per tutto e grazie per i contenuti che scrivi!
    Ciao 🙂

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  6. Nicola Losito

    Due persone, tu e tuo marito, che incontrano delle difficoltà e cercano di superarle senza perdersi d’animo sono un messaggio importante per tutti. Di sicuro da questi brutti momenti ne uscirete entrambi più forti.
    Complimenti per il tuo blog.
    Nicola

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  7. leparoledinessuno

    Auguri !
    Ciò che esprimi è terribilmente vero !
    Anche io, nei miei percorsi, ho trovato molti muri ma, a differenza di te, hanno continuato a svuotarmi.
    Si, è vero, ho superato tutti quei muri con tenacia e convinzione, con forza e necessaria perseveranza ma, (anche io oggi festeggio il compleanno), arrivato qui, sono sempre più svuotato ed è come se andassi avanti da automa !
    Qualcosa aveva scatenato in me la rinascita di scrivere, e così nacque il mio Blog, ma anche questo ha suscitato in me una specie di abbandono da tutto e da ogni cosa.
    Come continuare a sperare che la Vita ti riservi chissà quali sorprese ma che in realtà le sorprese sono solo i momenti difficili, come li chiami tu, i muri !
    Non so davvero dove sia l’inizio e la fine di tutto questo, ma non demordo perché nonostante tutto ci sono attaccato.
    …Alla Vita !

    Grandi festeggiamenti !
    A presto.
    Ciao.

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  8. Diemme

    Beh, intanto auguri per il compliblog e per il resto… il discorso è lungo, ma avendo anch’io un po’ di vita sulle spalle – molta della quale passata da arrabbiata delusa, per usare le tue parole, ma anche da lottatrice che trova nuove risorse – non posso non averlo capito fino in fondo.

    Compreso l’imparare la resa. Se io l’avessi accettata subito, mi sarei data altre possibilità, e avrei sofferto meno. Invece, da lottatrice quale sono, abituata a vincere ogni battaglia, non ce l’ho fatta.

    Spero di avere imparato ora, e di potermi vivere in maniera più serena gli anni a venire.

    Un caro abbraccio a te e a tuo marito, a via ai festeggiamenti per quest’anno trascorso con noi!

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