Del buttar via cose…

C’è un’attività che ogni tanto ho bisogno di praticare: buttare via cose vecchie; fare spazio in cassetti, armadi e librerie; fare ordine, liberarmi di carte, di oggetti inutilizzati e accumulati nel tempo, cacciati in una dimora temporanea poi rimasta definitiva per inerzia, stanchezza, altro da fare; liberarmi di borse, scarpe, vestiti amati che non porto più ma che per un po’ rimangono ad occupare spazio perché non si sa mai.
In queste vacanze, avendo tempo, mi sono dedicata con particolare attenzione alle librerie e a un armadio.
Buttare via (con regolare raccolta differenziata) ha un effetto catartico e mi fa stare bene.
Oltre al piacere di vedere le cose più in ordine, c’è un senso di libertà: via i pesi che gravano inutilmente. E di altri che rimangono, so che finché c’è spazio, possono rimanere, altrimenti, andranno pure loro…
Non è solo una questione concreta, fa bene all’anima. Io metto radici, amo le cose che rappresentano il mio mondo: libri, cd, la mia Kitchen Aid, ma anche le penne sul tavolo, le foto che faccio che quasi ricoprono le ante del frigorifero, la tazza mug che funge da portamatite… Quando sono a casa me le sento intorno e mi fanno cuccia, luogo che mi accoglie e mi scalda. Però nel far cuccia le cose diventano nel tempo troppo pesanti, soffocanti. Non per la quantità (non ho una casa così piena!!), ma per il loro essere non più significative per me. E allora ho bisogno di staccarmi da qualche radice che non raccoglie più nutrimento, ho bisogno di tagliare rami senza più linfa, scrollarmi di dosso le foglie secche.
Mi prende la furia ordinatrice e butto, poto, taglio. E torno a respirare a pieni polmoni, alleggerita, sfoltita. Consapevole dell’inessenziale che ancora mi circonda ma che va bene, e che mi dà piacere. Consapevole dell’essenziale di cui ho realmente bisogno.

36 pensieri su “Del buttar via cose…

  1. Pablo

    “Apartment therapy” di Maxwell Gilligham-Ryan. Come portare equilibrio, salute e benessere nei propri spazi.
    È un libro che, oltre alle varie tematiche dell’arredamento, affronta in modo particolare questo problema dell’accumulo.
    Io stesso, occupandomi anche di architettura d’interni, spesso provo a proporre, ai miei clienti,
    spazi privi di piani orizzontali poiché sono quelli su cui si tende ad accumulare oggetti inutili.
    Ovviamente i piani orizzontali restano validi solo in presenza di libri.
    Argomento interessante. Liberiamo le nostre case. E la nostra mente!
    Pablo

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      È proprio così. Gli oggetti rischiano di diventare incombenti. Anche i libri. Libera mente in spazi un po’ più liberi….
      Deve essere interessante il libro che citi… Il mio inglese, però, è pessimo…:-(

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      Ci ho pensato un po’, ma direi di no… Lì non accumulo, se qualcuno non mi piace, o se un’amicizia finisce, allento finché la lontananza diventa definitiva o taglio un po’ più nettamente. E tu?

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      1. luporenna

        Chiara carissima!! E che te lo dico a fare. L’argomento è spinoso e delicato. Ci vorrebbe una trattazione a parte … e pure confidenziale. Io non conosco il grado di stabilità della tua psiche, se sia in grado o meno di sostenere certe sollecitazioni, nell’eventualità che ti facessi partecipe di certi tormenti (familiari), che, oltre tutto, tu non dai l’impressione di vivere.

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        1. sguardiepercorsi Autore articolo

          😉 La mia psiche è piuttosto stabile e abituata a molte sollecitazioni forti… Son pur sempre una psicologa 🙂 Il che, di per sé, non è certo garanzia di stabilità. Comunque in effetti la mia attuale situazione familiare è molto buona, ma sono divorziata, e ho avuto le mie vicissitudini matrimoniali e di separazione…
          E poi mi piacciono le trattazioni, ovunque accadano…
          Ciao!

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  2. lucadic67

    ma io conservo cio’ che mi ha fatto bene.libri,foto,penne.il resto che non mi dice nulla,lo getto via,facendo pulizia ma anche pensando che,spesso,il consumismo e’ arrivato anche dalle mie parti….ciao buon ferragosto.

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  3. scatenolamente

    io tendo a conservare di tutto
    ma ci sono quei giorni – rarissimi – che prendo e butto via qualsiasi cosa ..
    poi a distanza di tempo mi pento perché ritornano alla mente e cerchi, cerchi, cerchi e ti disperi e poi non trovi e ti ricordi che hai buttato via .. devastante .. 😦

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  4. leparolechenonhomaidetto

    Comprendo bene questa necessità.Cerco di farlo non appena posso.Pulire,riordinare,rinnovare,buttare.E senti che stai lasciando andare orpelli inutili.
    E sì,poi segue la strana sensazione di respirare a pieni polmoni,come se all’improvviso la tua casa si trovasse su una vetta.
    A me è presa anche voglia di dipingere le pareti,ma per questo temo che dovro’ aspettare.Intanto lo faccio con la fantasia 🙂

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  5. Diemme

    Io ho una casa che mi soffoca, non riesco a buttare niente. Il fatto è che la maggior parte delle cose di troppo sono libri, che secondo me è sacrilego buttare, e vestiti NUOVI, ancora con il cartellino attaccato, acquistati quando ero ancora magra, o tornata magra per un millisecondo, insomma, cose intatte e anche di un certo valore che a buttarle a cuor leggero, insomma, ce ne vuole! Ah, almeno sapessi vendere su e-bay, avessi voglia e tempo per farlo!

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      Io mi sono liberata di un sacco di libri, lì ho portati in un negozio di libri usati. Valgono poco, ma è meglio che portarli in discarica. Anche mio marito ha fatto pulizia tra i suoi libri d’arte e i DVD: quelli, invece, valgono di più, e col ricavato abbiamo iniziato la busta “raccolta fondi per le prossime vacanze”.
      Per gli abiti, fatti aiutare da qualche amico/a… Serve la spinta di qualcuno, a volte… E se ci guadagni qualcosa, meglio ancora!

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      1. Diemme

        Non è facile trovare amici che mi aiutino in questo, sono tutti superincasinati: c’era una mia amica che adorava venire a casa mia a buttare roba, lei le chiamava “sessioni di butto”, ma poi evidentemente è successo qualcosa che l’ha fatta chiudere in se stessa… o forse solo allontanare da una parte del suo mondo passato. Ne avevo un’altra che si divertiva a buttare, ma ora ha un lavoro lontanissimo full time, un marito e due bambini piccoli, e davvero non ce la fa.

        Per i libri, il grosso sono i libri di scuola, e quelli davvero non li vuole nessuno, ma mi rifiuto di buttarli nel cassonetto!

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  6. Marco

    sono mesi che vorrei fare la stessa cosa ma mi è impossibile per tempo e per attaccamento non agli oggetti ma a i ricordi in esso contenuti.
    Sono riuscito a depennare gli armadi e le scarpiere.

    forse anche troppo. mi sono reso conto di aver tenuto pochissime magliette estive e una montagna di roba invernale!

    in generale sono d’accordissimo con il tuo articolo! brava!

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      Certo, l’attaccamento agli oggetti è legato ai ricordi. Però i ricordi rimangono anche senza oggetti, perlomeno alcuni. E a me fa bene, ogni tanto, lasciarli andare. Il difficile è discriminare quali oggetti possono andare, quali invece sono importanti proprio per quel che rappresentano. Però si può fare… 😉

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  7. Valentina

    Anche a me succede ogni tanto. Ma non molto spesso, diciamo ogni paio d’anni, va.
    Però non è un fatto di ricordi, io ho proprio la mania dell’ordine, a volte vedo troppa confusione e il pensiero quasi mi soffoca.

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