L’asino e il contadino

Questa storiella mi è stata raccontata da un’amica. Non so che origini abbia, l’ho cercata su Google e l’ho vista citata in molti siti e in diversi blog, sempre nella versione che qui vi giro.
La morale della storia è piuttosto interessante…

“Un giorno l’asino di un contadino cadde in un pozzo. Non si era fatto male, ma non poteva più uscire. Il povero animale continuò a ragliare per ore. Il contadino, straziato dai lamenti dell’asino, voleva salvarlo e cercò in tutti i modi di tirarlo fuori, ma dopo inutili tentativi, si rassegnò e prese una decisione crudele. Poiché l’asino era ormai molto vecchio e non serviva più a nulla e poiché il pozzo era ormai secco e in qualche modo bisognava chiuderlo, chiese aiuto agli altri contadini del villaggio per ricoprire di terra il pozzo.

Il povero asino imprigionato, al rumore delle palate e alle zolle di terra che gli piovevano dal cielo, capì le intenzioni degli esseri umani e scoppiò in un pianto irrefrenabile. Poi, con gran sorpresa di tutti, dopo un certo numero di palate di terra, l’asino rimase quieto.

Passò del tempo e nessuno aveva il coraggio di guardare nel pozzo, pur continuando a gettarvi la terra. Finalmente il contadino guardò nel pozzo e rimase sorpreso per quello che vide: l’asino si scrollava dalla groppa ogni palata di terra che gli buttavano addosso, e ci saliva sopra. A mano a mano che i contadini gettavano nuove zolle di terra, l’asino saliva sempre di più e si avvicinava al bordo del pozzo. Zolla dopo zolla, gradino dopo gradino, l’asino riuscì ad uscire dal pozzo con un balzo e cominciò a trottare felice.

Quando la vita ci affonda in pozzi neri e profondi, il segreto per uscire più forti dal pozzo è scuoterci la terra di dosso e fare un passo verso l’alto. Ognuno dei nostri problemi si trasformerà in un gradino che ci condurrà verso l’uscita. Nei momenti più duri e tristi possiamo sempre risollevarci, lasciando alle nostre spalle i problemi più grandi, anche se nessuno ci darà una mano per aiutarci o addirittura ci sarà chi tenterà di affossarci ancor di più.”

13 pensieri su “L’asino e il contadino

  1. leparolechenonhomaidetto

    Il coraggio non è sempre cosa semplice.Ma se in ogni circostanza avversa,riuscissimo a trovare il lato positivo,tutto sarebbe piu’ semplice…e son rimasta un bel po’ indietro a leggere i tuoi post…quindi poi torno…a presto,
    Chiara

    Rispondi
  2. sorrentinoillustratore

    E’ una storia molto bella e molto vera, capisco il commento di Marta ed è vero anche quello, da che ne ricavo una volta di più che la verità ha molte facce anche se speriamo sempre che ne abbia una sola, possibilmente chiar a; ma se ci fosse una sola faccia e fosse quella che ha indicato Marta?
    Non c’è niente che ci garantisce di avere la foeza di scrollarci di dosso la terra, non da soli e forse, se va male, nemmeno con l’aiuto degli altri, ma io spero che se mi dovessero buttare tutta quella terra addosso di avere lo spirito d’iniziativa e la voglia di farcela dell’asino.
    Io la penso così: se non ce la devo fare voglio pensare di me che ci ho provato fino alla fine.
    Resta il fatto che all’asino è venuta una gran bella idea!

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  3. tramedipensieri

    si dovrebbe, si.

    Ieri due imprenditori sardi si sono tolti la vita. Non sono riusciti a risalire la terra che giorno dopo giorno e anni cadeva loro addosso.
    Scusa, è vero che bisognerebbe essere forti e riuscire a risollverci…sempre… ma non tutti reggiamo la terra allo stesso modo, purtroppo.

    Un caro saluto
    .marta

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    1. sguardiepercorsi Autore articolo

      Purtroppo è così. Proviamo a farcela, ma non è detto… Cerchiamo di scrollarci di dosso la terra, ma può non essere sufficiente per uscire dal pozzo…
      Quello che vedo è che in un clima così difficile e depressivo, facciamo tutti più fatica ad affrontare i problemi, anche quelli grossi ma affrontabili, se non proprio risolvibili… Per questo credo che sia importante far circolare anche riflessioni costruttive, possibilità.

      Un abbraccio, Marta…

      Rispondi

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